
Molti genitori si chiedono se sia troppo tardi per aiutare il proprio figlio a superare le difficoltà scolastiche, soprattutto quando i problemi sembrano accumularsi nel tempo senza trovare una soluzione. Posso rassicurarti: non è mai troppo tardi per intervenire e fare la differenza. Come psicologo e psicoterapeuta esperto nella valutazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e psicodiagnosta, ho visto molte situazioni in cui un intervento tempestivo e mirato ha trasformato il percorso scolastico di un bambino, migliorando significativamente la sua esperienza e il suo benessere. È importante comprendere che ogni bambino ha il potenziale per superare gli ostacoli, purché venga supportato nel modo giusto e con gli strumenti adeguati.
Una delle prime cose che mi preme sottolineare è che le difficoltà scolastiche non sono una condanna né una caratteristica immutabile. Molte di queste difficoltà possono derivare da fattori diversi come problemi di attenzione, ansia da prestazione, lacune pregresse, difficoltà di apprendimento come la dislessia o altri DSA, e persino motivazioni legate a dinamiche relazionali e ambientali. La chiave per superarle sta nell’individuare la causa sottostante e agire in maniera mirata. Ad esempio, un bambino che mostra difficoltà a leggere non necessariamente ha solo un problema di lettura; potrebbe avere difficoltà visive, di processamento delle informazioni o anche una bassa autostima che lo porta a evitare la lettura per paura di sbagliare. In questi casi, il primo passo è effettuare una valutazione completa per comprendere appieno le sfide specifiche che il bambino affronta.
Dopo aver identificato le difficoltà, è fondamentale agire con un piano di intervento personalizzato. Questo piano dovrebbe coinvolgere tutti gli attori del contesto educativo del bambino: insegnanti, specialisti, genitori e, naturalmente, il bambino stesso. È essenziale che gli interventi siano percepiti dal bambino non come una punizione o una ulteriore fonte di stress, ma come un’opportunità di crescita e miglioramento. L’utilizzo di strumenti compensativi, come mappe concettuali, testi digitali con supporti di lettura vocale, software di scrittura assistita, può rendere l’apprendimento più accessibile e meno frustrante. Questi strumenti non sono un “privilegio” o un “trucco”, ma risorse legittime che permettono ai bambini con difficoltà di apprendimento di esprimere al meglio le loro potenzialità.
Un altro elemento fondamentale è il supporto emotivo. Spesso le difficoltà scolastiche portano con sé un carico di frustrazione, rabbia e senso di inadeguatezza. In questi casi, è cruciale lavorare sull’autostima del bambino, aiutandolo a capire che il suo valore non è definito solo dai voti scolastici o dalle sue prestazioni. Una delle strategie che suggerisco ai genitori è di separare la persona dal problema: tuo figlio non è un bambino “problematico” perché fatica in matematica; è un bambino che ha un problema specifico in matematica e che, con il giusto aiuto, può migliorare. Cambiare la narrazione e il linguaggio con cui si parla delle difficoltà può avere un impatto enorme sul modo in cui il bambino percepisce se stesso e le sue possibilità di successo.
La motivazione è un altro aspetto chiave. I bambini devono sentire che possono raggiungere i loro obiettivi e che gli sforzi che compiono non sono vani. Per fare ciò, è importante fissare obiettivi realistici e suddividere i compiti in passi più piccoli e gestibili. Ad esempio, invece di chiedere a un bambino di leggere un intero capitolo in una volta, si può iniziare con poche pagine al giorno, rendendo il compito meno intimidatorio e più gratificante. Inoltre, il rinforzo positivo gioca un ruolo cruciale: lodare i progressi, anche quelli piccoli, e riconoscere l’impegno possono incentivare il bambino a continuare a impegnarsi. A volte, anche un semplice “Sono orgoglioso di te per averci provato” può fare una grande differenza. Anche l’ambiente di studio è fondamentale. Creare uno spazio di studio sereno, privo di distrazioni e ben organizzato può aiutare a migliorare la concentrazione e ridurre lo stress. Se il bambino è facilmente distratto, considera l’uso di timer o pause programmate per mantenere alta l’attenzione. Strutturare il tempo di studio con pause regolari non solo aiuta a mantenere la concentrazione, ma rende lo studio più gestibile e meno oppressivo. Inoltre, è importante avere un approccio flessibile: se un metodo non funziona, non esitare a provare qualcosa di diverso. Ogni bambino è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. L’importante è non arrendersi e continuare a cercare soluzioni fino a trovare quella giusta.
Non dimentichiamo il ruolo della comunicazione aperta e costante tra genitori, insegnanti e specialisti. La collaborazione e la condivisione delle informazioni permettono di monitorare i progressi del bambino e di adattare le strategie in base alle sue necessità. È importante che il bambino non si senta mai solo in questo percorso, ma percepisca un forte sostegno da parte di tutti gli adulti coinvolti. Questa rete di supporto è ciò che può fare la vera differenza, trasformando le difficoltà in un’opportunità di crescita e apprendimento.
Se senti che tuo figlio sta lottando con le difficoltà scolastiche, ricorda che non è mai troppo tardi per intervenire e fare la differenza. Un supporto tempestivo e mirato può cambiare significativamente il percorso scolastico e personale del tuo bambino.
Se hai bisogno di una valutazione o di un supporto personalizzato, sono disponibile per consulenze tramite WhatsApp o email. Insieme possiamo esplorare le difficoltà di tuo figlio e trovare le soluzioni più adatte per aiutarlo a superare gli ostacoli e a sviluppare pienamente le sue potenzialità.
Non esitare a contattarmi: ogni passo verso un maggiore benessere scolastico è un passo importante verso il successo futuro di tuo figlio.

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