Hai un Figlio che Sogna a Occhi Aperti? Forse è il Momento di Ascoltare il Suo Silenzioso SOS Cognitivo

Ci sono bambini e ragazzi che, pur seduti davanti a un libro o a una lezione, sembrano abitare un altrove. Lo sguardo perso, i pensieri che scivolano via come nuvole leggere, le parole dell’adulto che si dissolvono prima ancora di essere comprese. A prima vista, potrebbero sembrare semplicemente distratti, svogliati o, peggio ancora, disinteressati. Ma dietro a quello sguardo che vaga, spesso si cela un disagio più profondo, un silenzioso grido di aiuto che il bambino o l’adolescente non riesce ancora a tradurre in parole. È un SOS cognitivo che merita di essere ascoltato prima che si trasformi in fatica cronica, insuccesso scolastico o perdita di autostima. Sognare a occhi aperti non è di per sé un problema. Anzi, fa parte del processo creativo e della maturazione mentale. Ma quando la mente si dissocia troppo frequentemente dalla realtà, quando la fuga dal presente diventa la norma e non più l’eccezione, è importante fermarsi e interrogarsi. È possibile che quel ragazzo stia sviluppando difficoltà attentive non ancora riconosciute, oppure che sia alle prese con un sovraccarico cognitivo che lo spinge a disconnettersi per proteggersi. In entrambi i casi, non è la volontà a mancare, ma le risorse cognitive per sostenere l’impegno richiesto.

Molti genitori arrivano nel mio studio raccontando di figli intelligenti, creativi, con intuizioni brillanti, ma incapaci di portare a termine i compiti, di restare concentrati o di seguire una conversazione per più di qualche minuto. Talvolta queste difficoltà vengono confuse con una mancanza di motivazione, ma il quadro è ben più complesso. In altri casi, il ragazzo sviluppa strategie di compensazione che lo fanno apparire adattato, pur nascondendo una fatica interna continua. È come se il suo cervello fosse costantemente acceso ma incapace di canalizzare l’energia nel modo giusto.

Il potenziamento cognitivo rappresenta una risposta concreta e scientificamente fondata a questo tipo di difficoltà. Non si tratta di insegnare al bambino o al ragazzo a “fare i compiti meglio”, ma di lavorare su quelle abilità di base – attenzione sostenuta, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva, inibizione – che permettono alla mente di funzionare con efficacia. È un intervento personalizzato, che tiene conto delle caratteristiche individuali, delle risorse già presenti e delle aree che necessitano di essere rinforzate. Attraverso percorsi mirati, è possibile ricostruire la fiducia nelle proprie capacità, restituendo al giovane la possibilità di vivere con pienezza l’esperienza scolastica e relazionale. Ma c’è un altro aspetto fondamentale, spesso sottovalutato: l’ascolto. Ascoltare un figlio che sogna a occhi aperti significa andare oltre l’apparenza, oltre la superficie del comportamento. Significa entrare in relazione con la sua interiorità, con ciò che non riesce ancora a esprimere ma che condiziona profondamente il suo modo di stare al mondo. Significa anche accettare che ogni bambino o adolescente ha un proprio ritmo, un proprio modo di apprendere e di reagire agli stimoli, e che il compito dell’adulto non è quello di forzarlo, ma di accompagnarlo. Se noti che tuo figlio si isola, fatica a concentrarsi, sembra sempre “altrove”, forse è arrivato il momento di fermarsi e chiedere aiuto. Non perché c’è qualcosa di rotto da aggiustare, ma perché c’è qualcosa di prezioso da comprendere.

Se desideri approfondire o valutare un intervento di potenziamento cognitivo personalizzato per tuo figlio o per un giovane adulto, puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo.

Ricevo su appuntamento nel mio studio privato a Santa Marinella oppure online, in modalità teleassistenza psicologica.


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